La chiave per esprimere il tuo dolore a Dio senza mormorare

1Cor 10:10 E non mormorate, come alcuni di loro mormorarono, per cui perirono per mezzo del distruttore.

Mormorare è una grande calamità. Gli ebrei, nel deserto, mormoravano sempre, infatti, il versetto precedente dice che non si deve tentare Cristo come alcuni di loro Lo tentarono… Con i loro mormori, hanno tentato il Santo d’Israele. Si vede molto bene nel Salmo 78:

Sal 78:41 Sì, essi tentarono Dio più volte e tornarono a provocare il Santo d’Israele.

Cosa fecero per tentare il Santo d’Israele? Hanno mormorato: Invece di ricordarsi della provvidenza di Dio, hanno provocato Dio, l’hanno sfidato… Risultato? Perirono per mezzo del distruttore.

Cosa vuole dire mormorare?

lagnarsi, protestare, esprimere malcontento a mezza voce | fare dei pettegolezzi, delle insinuazioni su qualcuno

In altre parole, mormorare è quando esprimi il fatto che:

  1. Non sei contento con il tuo datore di lavoro
  2. Non ti piacciono le tue condizioni di lavoro
  3. Protesti perché lavoro tropo, poco, non hai quello che vuoi…
  4. Non sei mai contento con le persone intorno a te
  5. Quando fai delle pettegolezzi, o delle insinuazioni su una persona
  6. Mormorare e brontolare sono due parole molto simile

Quindi, siamo di fronte a diversi dilemmi:

  1. Prima, la Bibbia dice che la vita e la morte sono in potere della nostra lingua, e chi parla subirà le conseguenze di quello che hanno detto (basta vedere questi ebrei che non sono entrati nella pienezza delle promesse di Dio perché mormoravano) – Prov 18.21
  2. Mormorare è grave… Chi mormora fa uscire dalla sua bocca delle rete micidiali che in fine si girano contro di essi – Prov 6:2 sei colto nel laccio dalle parole della tua bocca, sei preso dalle parole della tua bocca.
  3. Dall’altra parte, siamo degli essere umani, e abbiamo bisogno di trovare un modo per esprimere il nostro dolore, senza essere negativo, senza sembrare increduli, senza mentire, senza peccare contro DIO.

Come fare? Quali sono le possibilità per esprimere il nostro doloro, senza dover mentire, senza parlare CONTRO la Parole, senza che il Signore sia reso colpevole, senza peccare contro il nostro Padre Celeste?

Giobbe aveva parlato male contro il Signore, ma Dio non né ha tenuto conto per diverse ragioni, ma soprattutto perché il Signore sapeva che non aveva altra scelta di parlare come ha parlato, perché viveva secondo la poca rivelazione di Dio che possedeva.

Giobbe aveva poca rivelazione di Dio. Ricordatevi che è il primo libro scritto nella BIBBIA. Giobbe non conosceva la verità, quanto meno la verità rivelata nel Nuovo Testamento. Quindi ha accusato Dio di tante cose che non erano vere.

Ma, oggi, ognuno di noi ha delle scelte. Prima, sappiamo chi è Dio. Giobbe no!!! Aveva solo un’idea di Dio, ma non lo conosceva come noi. Giobbe disse: “Giob 42:5 – Il mio orecchio aveva sentito parlare di te, ma ora il mio occhio ti vede.”

Alla fine, Giobbe si pentì di aver parlato in modo sbagliato su Dio:

“ho detto cose che non comprendevo, cose troppo alte per me che non conoscevo.” (Giobbe 42.3)

– In francese, la traduzione dice: HO PARLATO COME UNO STOLTO!!!

Giobbe aveva poca rivelazione di Dio. Ricordatevi che è il primo libro scritto nella BIBBIA. Giobbe non conosceva la verità, quanto meno la verità rivelata nel Nuovo Testamento. Quindi ha accusato Dio di tante cose che non erano vere.

Ma, noi che conosciamo la verità che ci fa liberi, noi che conosciamo la rivelazione di Gesù Cristo, noi che sappiamo che DIO è LUCE e che in Lui non c’è tenebre alcune, assolutamente nessuna tenebre, noi che sappiamo dunque che Dio è Dio, e che non manda il male, ma cambia il male in bene…. COME FACCIAMO A ESPRIMERE IL NOSTRO DOLORE AL PADRE SENZA PECCARE CONTRO DI LUI?

  • Quante volte, voi ed io, purché di non peccare contro il Padre con le nostre parole, non abbiamo trasformato il nostro dolore non in parole, ma in lacrime…
  • Quante volte il nostro dolore si è trasformato in gridi di silenzio dove purché di non peccare contro Dio, l’unica cosa che si sentiva era quello che Simon & Garfunkel chiamavano: THE SOUND OF SILENCE, il suono del silenzio.

COME FARE PER ESPRIMERE IL NOSTRO DOLORE SENZA PECCARE CONTRO DIO COME FECE GIOBBE CHE DISSE IN ESSENZA: “IN QUESTA FACCENDA, IO SONO GIUSTO. E SE PER CASO QUALCUNO NON DOVESSE ESSERE GIUSTO, SAREBBE LUI LASSÙ, PERCHÉ IO SO DI ESSERE GIUSTO.” E Giobbe cadde nella proprio giustizia, uno dei più grandi peccati, perché la Bibbia dice che nessuno è giusto, “TUTTI HANNO PECCATO”. Se siamo diventati giusti, è per la Grazia di Dio, per l’opera adempiuta di Gesù sulla Croce di Golgotha.

Ho cercato, ho cercato, e credo di aver trovato. Ho trovato questo segreto dalla bocca di due persone – forse ci sono di più. Ma nella mia ricerca per esprimere il mio doloro a Dio senza peccare contro di lui, queste due persone mi hanno liberati dalla paura di essere in colpa di fronte al mio Signore.

La prima persona è Giona. Poi vedremo velocemente come pregò a Dio.

Ma la vera rivelazione che ho avuta è quella di un’altra persona. LA VERITÀ in persona: il nostro Signore Gesù.

A Getsemani, Gesù è preso da tante emozioni, angoscia e timore… Ma, per la potenza dello Spirito, ha la forza di dire: NON LA MIA MA LA TUA VOLONTÀ SIA FATTA.

Poi, lo mettono in croce. E lì, sulla croce di Golgotha, completamente sopraffatto dal dolore, dalle prese in giro, dalle provocazioni di tutti intorno a loro…. GESÙ SULLA CROCE NON HA MORMORATO AL PADRE. Non ha protestato contro di loro, e contro tutto quello che facevano. Non si è ribellato contro il Padre, purché di non peccare. Cosa fece il Signore Gesù?

GESÙ GRIDÒ DAL PIÙ PROFONDO DEL SUO CUORE:

Mt 27:46Elì, Elì, lammà sabactanì?”. Cioè: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?

ATTENTO PERCHÉ QUESTA FRASE È FORSE LA PIÙ IMPORTANTE DELLE ULTIME PAROLE DI GESÙ.

Gesù chiede al Padre: Perché mi hai abbandonato? Ma è possibile che quello che dice non sia la verità? Ha forse Dio abbandonato il suo figlio? NOASSOLUTAMENTE NO. Quello che Gesù ha detto non era la verità. Dio non ha abbandonato il suo figlio, e questo lo sappiamo da due ragioni:

  1. La Bibbia dice che non è Dio, ma gli UOMINI che hanno abbandonato Gesù

Is 53:3 Disprezzato e rigettato (ABBANDONATO) dagli uomini,

  1. Gesù stesso dice che il Padre non l’ha abbandonato:

Giov 8.29 – E colui che mi ha mandato è con me; il Padre non mi ha lasciato solo

Gv 16:32 Ecco l’ora viene, anzi è già venuta, in cui sarete dispersi, ciascuno per conto suo, e mi lascerete solo; ma io non sono solo, perché il Padre è con me.

Gesù aveva GIÀ dichiarato che il Padre non l’aveva abbandonato, e infatti, non l’avrei mai abbandonato perché non lo lascia solo.

Domanda legittima:

Se Dio non ha abbandonato il suo Figlio Gesù, allora vuole questo dire che Gesù ha mentito?

Sappiamo che Gesù non ha MAI mentito, perché la Bibbia dice che abbiamo un sommo sacerdote che fu “tentato in ogni cosa come noi, senza però commettere peccato. »

NO, Gesù NON HA MENTITO… MA GESÙ PER NON MENTIRE, HA ESPRESSO IL SUO DOLORE USANDO UN SALMO, IL SALMO 22:

SALMO 22.1 – Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?

QUI, VEDIAMO CHE GESÙ, SULLA CROCE DI GOLGOTHA, SI È ESPRESSO, E CI DA ALLO STESSO TEMPO LA CHIAVE PER ESPRIMERE I NOSTRO DOLORI A DIO, SENZA MORMORARE, SENZA RECLAMARE, SENZA BRONTOLARE, SENZA PECCARE…. COME?

CITANDO A DIO UN SALMO – IL SALMO 22 CHE FA PARTE DELLA CATEGORIE DEI SALMI DI LAMENTI – MA C’È QUALCOSA DI SPECIALE IN QUESTI SALMI: ESSI SONO STATI ISPIRATI DALLO SPIRITO SANTO, LO SPIRITO SANTO HA RITENUTO OPPORTUNO DI INSERIRLI NELLA PAROLA DI DIO….

QUANDO GESÙ HA CITATO AL PADRE IL SALMO 22.1 – HA RICHIAMATO A DIO LA SUA PAROLA…

Is 43:26 – Fammi ricordare, discutiamo il caso insieme, parla tu stesso per giustificarti.

Quando citiamo al Padre la Sua Parola, LUI ASCOLTA attentamente, perché questa Parola l’ha ispirata LUI. Dio è molto serio con la sua Parola. Se esce dalla tua bocca – la bibbia dice che anche gli angeli l’ascoltano per portarla ad effetto. (Salmo 103.20)

Perché so che Gesù non ha mentito? Perché in quel momento, invece di esprimere le sue emozioni, Gesù ha trovato nella Parola, precisamente nei salmi di lamenti, delle emozioni provenienti dal Salmista che descrivano bene quello che egli risentiva. Parlando a Dio questi salmi, EGLI NON HA PECCATO.

Ecco il segreto per esprimere il tuo dolore al PADRE senza PECCARE!

Elì, Elì, lammà sabactanì?”.

Cosa sono i salmi di lamenti?

In occasione di calamità – siccità, guerra, carestia, pestilenza – gli ebrei, dopo aver digiunato ed essersi rivestiti di sacco e coperti di cenere, si riunivano per offrire un sacrificio propiziatorio a Dio affinché li liberasse dal pericolo. Il salmista ricordava nelle preghiere alcune manifestazioni passate della potenza divina per meglio invogliare Dio ad intervenire anche nell’attuale pericolo. Spesso il salmo di lamentazione si conclude con un ringraziamento, quasi che il pericolo fosse già scomparso durante la preghiera.

Tra l’altro, Giona, nella sua preghiera usa dei brani di 4 salmi di lamenti:

3 «Nella mia sventura ho gridato all’Eterno ed egli mi ha risposto; dal grembo dello Sceol ho gridato e tu hai udito la mia voce. . (rif. – Salmo 120.1)

4 Mi hai gettato in un luogo profondo, nel cuore dei mari, la corrente mi ha circondato e tutti i tuoi flutti e le tue onde mi sono passati sopra. (rif. – Salmo 42.7)

5 Allora ho detto: Sono stato scacciato dalla tua presenza. Eppure guarderò ancora verso il tuo santo tempio. (rif. Salmo 31.22)

10 Ma io con voci di lode ti offrirò sacrifici e adempirò i voti che ho fatto. La salvezza appartiene all’Eterno». (rif. – Salmo 3.8).

Quando siamo in momenti difficili, il Signore capisce la nostra desolazione, e ci ha dato un modo di poter esprimere le nostre emozioni usando la SUA PAROLA, al fine di non peccare contro di Lui.

Elì, Elì, lammà sabactanì?”.

Quando passi dei momenti difficili, trova nella parola questi salmi che esprimono quello che stai vivendo… Sono salmi ispirati dallo Spirito Santo. Lo Spirito Santo ha deciso di inserirli nella Parola di Dio affinché possiamo – COME IL SIGNORE GESÙ – usarli per esprimere la nostra desolazione.

Chiamiamo questi salmi, SALMI DI LAMENTI – Cosa vuole dire, lamentare? Lamentare non è la stessa cosa che MORMORARE, BRONTOLARE, RECLAMARE, PROTESTARE….

Definizione Lamentare: 1. esprimere dolore 2. esprimere risentimento, 3. dover constatare e segnalare con rammarico una disgrazia

QUALE CREDENTI, non dobbiamo criticare gli altri, brontolare contro il nostro prof alla scuola, biasimare contro un collega di lavoro, lagnarsi sulla società, borbottare contro un agente di polizia, o mormorare contro qualsiasi circostanza, siamo chiamati a condividere con Dio, esprimendogli il nostro doloro, il nostro risentimento, constatare e segnalare una disgrazia. COME?

Usando questi meravigliosi salmi di lamenti. Ecco una lista della maggiore parte dei salmi di lamenti:

3, 4, 5, 7, 9-10, 13, 14, 17, 22, 25, 26, 27*, 28, 31, 36*, 39, 40:12-17, 41, 42-43, 52*, 53, 54, 55, 56, 57, 59, 61, 64, 70, 71, 77, 86, 89*, 120, 139, 141, 142

I salmi di lamenti sono la più grande categoria di salmi. Sono più di settanta. Di solito, la struttura segue questo schema:

Salmo 142:

Grido introduttivo :

Sal 142:1 Io grido con la mia voce all’Eterno; con la mia voce imploro l’Eterno. 2 Davanti a lui io effondo il mio lamento, davanti a lui espongo la mia avversità. 3 Quando il mio spirito veniva meno in me, tu conoscevi il mio cammino.

IL LAMENTO – il vero problema :

Essi hanno teso un laccio per me sul sentiero che stavo percorrendo. 4 Guardo alla mia destra ed ecco: non vi è alcuno che mi riconosca; ogni via di scampo è preclusa; nessuno si prende cura della mia vita.

CONFESSIONE DI FIDUCIA

5 Io grido a te, o Eterno, e dico: «Tu sei il mio rifugio, la mia parte nella terra dei viventi.

PREGHIERA

6 Presta attenzione al mio grido, perché sono ridotto agli estremi; liberami dai miei persecutori, perché sono più forti di me.

RAGIONE PER LA PREGHIERA (non c’è sempre)

7 Fammi uscire dalla prigione, perché possa celebrare il tuo nome.

VOTI O GRIDA DI GIOIA

I giusti si stringeranno intorno a me, perché tu mi ricolmerai di beni».

CONCLUSIONE:

Quando siete disperati, soprafati, soggiogate, abbattuti, smantellati dalla circostanze, dalla difficoltà famigliare, al lavoro, condizioni difficile, quando non ce la fatte più, o quando siete di fronte alle ingiustizie, non andate a brontolare a destra e a sinistra, non mormorate contro queste persone o circostanze, MA…

Andate nei salmi di lamenti, la liste, ve la diamo di nuovo adesso. Leggeteli, trovate delle espressioni del salmista che corrispondono a quello che risentite, e come Giona, come Gesù, andate dal Padre e ditegli questi versetti, ricordategli la Sua Parola, parlate sempre in accordo alla Parola di Dio e potrete così aver un PADRE che vi ascolta, perché è Lui che dice: FAMMI RICORDARE!!!!

Celebrazione

Ogni domenica alle ore 10:00.

Ultime domeniche del mese

Ogni alle ore 18:00.